• elisabettapesenti

4_Building memories e un linguaggio tutto nostro


Tutti i venerdì e i sabato sera vediamo un film coi bimbi. Lo facevamo anche prima, ma ora è diventata una vera tradizione, attesa e rispettata con regolarità. Siamo entrati in un'età in cui i bimbi cominciano a fidarsi delle nostre proposte e talvolta al solito cartone preferiscono i nostri film cult degli anni '80-'90 e 2000. Io e il Micio riviviamo emozioni del passato e i bimbi si sentono ancora più vicini a noi, fanno domande a intermittenza, ci sfidano durante le 24 ore successive con interpretazioni personalissime e a cui non avevamo mai pensato e, soprattutto, cominciano a capire le nostre battute e a guardarci meno di sbieco quando usiamo delle citazioni dei film più famosi di sempre. Sicuramente per certi versi è presto, sono piccoli, di alcuni film colgono solo le scene principali ma è talmente divertente che non vogliamo perdere questa abitudine. I bimbi ci fanno letteralmente sganasciare dalle risate. Bussi gira per la casa parlando ai muri e dicendo "Siamo anche i suoi figli, porca zozza!" (beh, che nel suo linguaggio di duenne viene più o meno così "tiamo acche i tuoi filli, porta zozza!") "Ciccia al culo" - da Ace Ventura!- è espressione vietatissima ma molto gettonata al momento. Bussi su consiglio dei fratelli l'ha trasformata in "Ciccia al muro" o "Ciccia al culetto" ma devo ammettere che non riesco a sgridarla. Neverending stoooooory è la colonna sonora della domenica mattina e di tutti quei momenti in cui dobbiamo ripetere le stesse cose per l'ennesima volta. "Ma cos'è, scema questa?", dalla divertentissima scena con la nonna di Senti chi Parla, è utilizzata tra di loro come grave insulto. “Sono il Conte Draacula!!! Miih... che ppaura!” è ormai usatissima quando si alzano da tavola senza permesso e sanno che uno di noi due gli intimerà di sedersi a breve. In effetti questa frase gli dà quei due o tre secondi in più e soprattutto ci ruba un sorriso. Non so quanto durerà questa strategia perché da noi alzarsi da tavola prima del tempo è offesa gravissima (ognuno ha le sue fisse), ma per ora Aldo Giovanni e Giacomo salvano i bambini da - alcuni - rimproveri. "Affilo le zanne perchééééé... saròòòò Reeeeee" accompagna Dragon in ognuna delle sue peripezie (tipo oggi mentre ero al telefono con la mia Mi quando salendo in piedi sullo schienale del divano stava quasi per acchiappare il lampadario, ma io con la mia voce - calda, suadente e assolutamente non invasa dal panico, che ve lo dico a fffà - gli ho intimato di scendere, e così ho salvato il lampadario dei nonni) Siamo sempre alla ricerca di nuovi film, necessitiamo consigli!! Per ora la lista dei film visti insieme in lockdown è questa: Ace Ventura L'Acchiappa Animali Ace Ventura Missione Africa La Storia Infinita Mrs Doubtfire Senti Chi Parla Tre Uomini e una Gamba Inside Out I Goonies Ratatouille Spiderman Indiana Jones e il tempio maledetto Una notte al museo Il Re Leone - film E' importante costruire un linguaggio comune con i bambini: in parte i modi di dire di ogni famiglia nascono spontaneamente da esperienze, aneddoti, risate, in parte però siamo noi adulti che possiamo parlare più spesso dei momenti ridicoli vissuti in compagnia, di un certo ricordo, di un viaggio, di persone e cose che hanno fatto da contorno a un certo periodo della nostra vita insieme. Quanti più momenti felici proviamo nella nostra infanzia, tanto più alcuni di questi resteranno nella nostra memoria e costituiranno un ancoraggio importante da adulti. Ci aiuteranno a tornare alle radici, a ricordarci di chi siamo stati, delle persone davvero amate, di quando ci sentivamo sicuri e a apprezzati senza aver bisogno di dimostrare nulla. Spirito di Mufasa: Simba, mi hai dimenticato. Simba: E come avrei potuto? Spirito di Mufasa: Hai dimenticato chi sei, e così hai dimenticato anche me. Guarda te stesso, Simba. Tu sei molto più di quello che sei diventato. E devi prendere il tuo posto nel Cerchio della Vita. Simba: Come posso tornare? Non sono più quello che ero. Spirito di Mufasa: Ricordati chi sei. Tu sei mio figlio, e l'unico vero Re. Tratto da Il Re Leone (1994)

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